Truffa del Brunello, Confconsumatori Toscana ha chiesto di costituirsi parte civile nell'interesse della generalità dei consumatori


Siena, 4.10.2017 - All'udienza di ieri mattina, dinanzi al GUP del Tribunale di Siena (udienza rinviata al 19.12.2017 per difetto di notifica) la Confconsumatori Toscana ha chiesto di costituirsi parte civile per chiedere il risarcimento dei danni provocati dalla truffa del Brunello e del Rosso di Montalcino.
La contestata frode in commercio e contraffazione di indicazioni geografiche e denominazioni di origine ha arrecato un danno all'immagine di uno dei vini più famosi d'Italia ed ha minato il rapporto fiduciario con i clienti consumatori (i quali a loro insaputa possono aver acquistato e consumato un vino che del Brunello aveva solo l'etichetta).
Affinchè il mercato, ed il mercato di qualità, funzioni perfettamente occorre piena corrispondenza tra la qualità reclamizzata e certificata ed il prodotto.
L'impatto dunque dei fatti contestati, se saranno provati nel corso del processo, ha danneggiato potenzialmente l'interesse generale sia dei consumatori toscani che italiani.
Per questi motivi Confconsumatori Toscana ha affidato la propria azione risarcitoria all'Avv. Maria Rita Maccioni del foro di Siena.

Rettifica al comunicato stampa “Truffa Brunello, Confconsumatori parte civile” del 4 ottobre
In merito al comunicato stampa “Truffa Brunello, Confconsumatori parte civile” inviato alle testate giornalistiche mercoledì 4 ottobre, avente ad oggetto il processo penale dinanzi al tribunale di Siena, e in particolare l’udienza del 3 ottobre, si precisa che l’udienza è stata la prima e non è avvenuta alcuna costituzione di parte civile, essendo stato eccepito un vizio di notifica che ha impedito la regolare costituzione delle parti e che ha reso necessario un rinvio al 19 dicembre per sanare il vizio. Sarà quella la sede in cui avverranno le costituzioni di parte civile, compresa quella del Consorzio del Brunello di Montalcino, il quale non può in alcun modo essere definito “grande assente al processo”.  
 


Volkswagen: bufera su acquirenti e risparmiatori


Parma, 23 settembre 2015 - A seguito dello scandalo emissioni dei motori diesel in USA, Confconsumatori è al lavoro per approfondire ogni aspetto della questione: l'associazione scriverà in questi giorni alla Società all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, per accertare i fatti e i danni effettivamente subiti dagli acquirenti del mercato europeo, compresi quelli che riguardano i titolari di azioni Volkswagen. I consumatori e gli azionisti interessati da subito possono rivolgersi da subito a Confconsumatori per chiedere di ricevere aggiornamenti sulle iniziative di tutela che verranno intraprese.
Il titolo Volkswagen è crollato in Borsa, registrando in una giornata un -20%, stando alle notizie diffuse dai media. La vicenda che vede protagonista il colosso tedesco, oltre ad un danno all'ambiente ed alla salute, provoca, indubbiamente, un danno anche ai possessori di titoli del gruppo Volkswagen che nel giro di poche ore hanno subito un crollo verticale del valore delle azioni, con conseguente perdita economica. Il rischio è che il valore del titolo possa scendere ancora, anche a seguito delle prevedibili multe e cause di risarcimento danni da parte degli acquirenti statunitensi, nonché perdite di quote di mercato per il danno di immagine subito.
Pertanto, oltre agli acquirenti che hanno comprato un bene con caratteristiche diverse da quelle promesse, anche i risparmiatori hanno subito un danno. La Confconsumatori, forte dell'esperienza ultradecennale in materia di "Risparmio Tradito" è già al lavoro per valutare se vi sono gli estremi per tutelare sia gli acquirenti (laddove dalle indagini dovesse risultare che anche sulle auto vendute in Italia sia stato effettivamente istallato il software civetta) sia i risparmiatori, in questa triste vicenda.
"Non appena appreso del comportamento posto in essere da Volkswagen, confermato dallo stesso gruppo, come Associazione abbiamo cominciato ad analizzare nel dettaglio la vicenda - afferma l'avvocato Emilio Graziuso, componente del Consiglio Direttivo Nazionale della Confconsumatori - Saremo, quindi, come in passato, al fianco dei risparmiatori con azioni concrete volte ad esaminare la specifica posizione degli stessi ed a valutare, con i nostri esperti, la possibilità di ottenere il risarcimento del danno subito".
Per maggiori informazioni è possibile contattare le sedi di Confconsumatori (un elenco completo è disponibile nell'area DOVE SIAMO del sito nazionale) o compilare il modulo online presto disponibile sul sito www.confconsumatori.it  
 


S.O.S. SANITA': un nuovo servizio della Confconsumatori Grosseto per i diritti dei cittadini, consumatori e utenti


Grosseto, 20.11.2014 - Si parla tanto di disservizi sanitari (liste d'attesa, malasanità ed altro) e la Confconsumatori scende in campo predisponendo un apposito servizio di sportello. Dal mese di dicembre in poi, ogni lunedì dalle 16,00 alle 17,30, presso la sede di Via Ronchi 24 i cittadini potranno manifestare le loro problematiche, perplessità e suggerimenti.
Nasce così "s.o.s. sanità" di Confconsumatori Grosseto attraverso il quale gestire ed inoltrare reclami e difficoltà degli utenti della sanità pubblica e privata, stimolando la ASL a migliorare la qualità e lo standard dei propri servizi nonché snellire le procedure e sburocratizzare il rapporto tra malato e medico. Il responsabile dell'osservatorio è il Dr. Roberto Alessi, medico e vice presidente della Confconsumatori grossetana.
Dal primo dicembre sarà possibile contattare il servizio telefonando al numero 0564 418276 o scrivere all'indirizzo di posta elettronica grosseto@confconsumatori.it
L'obiettivo dell'associazione è, come sempre, quello di dare voce in maniera costruttiva alle difficoltà dei cittadini con l'intento di creare con l'azienda sanitaria un rapporto costruttivo capace di realizzare buone pratiche e minore burocrazia. Confidando che i vertici della sanità pubblica locale si dimostrino collaborativi e disposti ad instaurare un rapporto di reciproco ascolto.  
 


La giungla delle autocertificazione per i Ticket


Grosseto, 3.10.2014 - La Regione Toscana non si accontenta più dell'autocertificazione in calce alla ricetta medica al momento dell'acquisto per il farmaco. Si rincorrono i cartelli nelle farmacie e gli articoli di stampa. Occorre dunque intervenire per chiarire ai cittadini che la Regione e le Asl pretendono un'autocertificazione reddituale annuale e non è più prevista la possibilità di autocertificare la fascia di reddito in farmacia.
Oltre il ticket la beffa; un'ulteriore attività è richiesta al cittadino pena il pagamento della prestazione in misura massima. Entro il 31.10.2014 i cittadini dovranno far pervenire alla ASL competente la propria autocertificazione reddituale con allegato documento di identità.
Attenzione non occorre il modello ISEE quando la situazione reddituale è sufficientemente chiara e rispetto al passato, oltre ai redditi indicati nel modello unico ovvero 730, vanno sommati anche i redditi finanziari sottoposti a cedolare secca. La modulistica è semplice ed è reperibile sui siti istituzionali di Regione Toscana ed Asl.
Le modalità di trasmissione sono diverse ovvero personalmente presso gli uffici delle Aziende Sanitarie, on line attraverso la carta sanitaria se attivata (avendo in dotazione il lettore fornito dalla stessa Asl), a mezzo posta elettronica certificata, a mezzo lettera raccomandata ovvero presso le colonnine elettroniche esistenti negli ospedali.
Tuttavia se da un lato le modalità di invio sono molteplici è anche vero che i dati di ognuno di noi, potendovi la Asl accedervi per la verifica delle autocertificazione, sono conservati presso l'anagrafe tributaria. Ecco che tutto questo poteva essere evitato spostando la perdita di tempo ed il relativo costo dalla cittadina all'amministrazione.
Una prova di come una burocrazia elefantiaca come quella italiana gravi sempre di più, in modo intollerabile, sui cittadini.
Chiunque volesse ulteriori informazioni può rivolgersi allo sportello di Grosseto della Confconsumatori, in Via Ronchi 24 tel. 0564,418276 oppure presso ogni altro sportello toscano dell'associazione. I recapiti sono visibili sul sito internet www.confconsumatoritoscana.it
Il presidente Marco Festelli  
 


Malati di Alzheimer: non devono pagare il ricovero


Parma, 18 giugno 2013 - Gli enti pubblici e le case di cura convenzionate non possono far pagare la retta per il ricovero di una persona affetta dal morbo di Alzheimer al malato o al parente. Ad affermarlo è la Corte di Cassazione, con sentenza n. 4558 del 22 marzo 2012 con la quale statuisce che la retta deve essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Con l'effetto che il Comune non può rivalersi sul malato o, se questi è nel frattempo deceduto, sui suoi parenti.
Una pronuncia che tocca migliaia di italiani e destinata a fare discutere. Eppure già in passato Confconsumatori aveva ottenuto sentenze analoghe circa il ricovero di ultrasessantacinquenni non autosufficienti: anche in questo caso, secondo l'art. 23 della legge n. 328/2000, non è possibile per un ente pubblico o una casa di cura rivalersi sui parenti dell'assistito.
La vicenda su cui si è pronunciata la Cassazione era nata dalla richiesta, avanzata dai figli di donna malata di Alzheimer, di restituzione di quanto versato al Comune di Carbonera a titolo di quota sociale per la degenza in RSA. Dopo una prima sentenza negativa, a Treviso, e una sentenza d'appello positiva, a Venezia, la Cassazione si è schierata con le famiglie dei malati di Alzheimer, affermando che quando ci sono condizioni di salute che richiedono una "stretta correlazione" tra "prestazioni sanitarie e assistenziali, tale da determinare la totale competenza del Sevizio sanitario nazionale", non "vi è luogo per una determinazione di quote nel senso invocato dal Comune".
Importantissima anche la decisione della Suprema Corte relativamente alla "promessa di pagamento" sottoscritta dai parenti dell'assistito al momento del ricovero, ritenuta nulla perché - si legge nella sentenza - "trattasi (indiscutibilmente) di prestazioni totalmente a carico del Sistema Sanitario Nazionale". Per approfondire leggi l'articolo di Giovanni Franchi, legale di Confconsumatori Parma: http://www.confconsumatori.it/?p=3644  
 


Carne equina: Confconsumatori scrive alla GDO


Parma, 22 febbraio 2013 - A seguito dello scandalo della carne equina, che ha comportato, nei giorni scorsi, il ritiro dalla distribuzione italiana di alcuni prodotti commercializzati con marchi della multinazionale Nestlé, Confconsumatori ha scritto chiedendo chiarimenti ai responsabili della Grande Distribuzione Organizzata (Conad, Coop, Sma/Simply, Auchan, Esselunga, Unes, Lidl, Carrefour, Pennymarket, Eurospin, Pam, Sigma, Selex, Despar Italia, Crai e Billa). Ecco il testo della lettera inviata alla GDO:

"Nei giorni scorsi abbiamo appreso dai mezzi di informazione dello scandalo che sta riguardando alcuni piatti pronti a base di carne. In particolare, dalle notizie apprese, esistono sul mercato confezioni di lasagne a Marchio FINDUS che non contengono solo carne di manzo, come erroneamente riportato in etichetta, ma anche carne equina. É notizia di oggi che anche in alcuni prodotti commercializzati con marchi della multinazionale Nestlé si è riscontrato il medesimo problema.
La società italiana, C.S.I., che detiene il marchio FINDUS in Italia, ha precisato che non sussiste alcun collegamento tra il marchio Findus commercializzato in Italia e il marchio Findus commercializzato in UK e nel resto d'Europa.
Alla luce di quanto sopra osservato, Vi chiediamo di fare chiarezza in merito alla commercializzazione, nelle filiali italiane appartenenti al Vostro gruppo,di prodotti alimentari a base di carne (o di altri ingredienti) venduti a marchio FINDUS, che provengano dalle società ad oggi coinvolte nello scandalo.
Analogo chiarimento chiediamo per gli alimenti prodotti dalla società H. J. Schypke.
Da ultimo, domandiamo se la Vostra catena ha posto in essere, o se intende farlo, una serie di controlli autonomi per verificare se, nei prodotti a base di carne da Voi commercializzati, ciò che è presentato ai consumatori è ciò che viene loro effettivamente venduto. In tal caso, Vi chiediamo la cortesia di conoscere i risultati di tali autonomi controlli."

"Abbiamo già ricevuto i primi riscontri, non sempre esaustivi, da parte dei Grandi distributori - ha commentato Mara Colla, Presidente di Confconsumatori - ma non accetteremo reticenze: è inaccettabile che il consumatore non sappia che cosa sta mangiando.
Scandali come questo devono stimolare le Istituzioni comunitarie: è urgente, infatti, l'implementazione di una legislazione che assicuri la piena conoscenza dell'origine dei prodotti, con particolare riferimento alla gastronomia trasformata. La GDO può aiutare i cittadini in questo, esercitando le giuste pressioni sui propri fornitori per migliorare in qualità e trasparenza"

 
 


Condannati i "furbetti" del banco frigo


Grosseto, 18 febbraio 2013 - Condannati i "furbetti" del banco frigo. L' ultimo troncone del processo Sma-Stella per frode in commercio con i reincarti dei prodotti si è concluso con due condanne a 500 euro di multa e al risarcimento del danno a favore di Confconsumatori e Movimento difesa del cittadino con 1000 euro ciascuno più spese.
IL PROCESSO - Dopo le assoluzioni dei vertici con il rito abbreviato all' udienza preliminare (solo multe da 1.200 euro) per errori e negligenze senza volontà di ingannare i consumatori - ma con valenza penale riconosciuta alla pratica di reincartare i prodotti vicini alla data di scadenza - sono comparsi in Tribunale, davanti al giudice Giovanni Muscogiuri, cinque dipendenti. Ai primi quattro erano contestati cinque comportamenti ritenuti illeciti (in concorso con i vertici) nel reparto di gastronomia; al quinto due pratiche ritenute irregolari (sempre con i vertici) nel reparto di macelleria.
LE CONDANNE - Solo DUE DIPENENTI sono stati condannati (non menzione) e non per tutte le pratiche contestate. Le due persone, che negli interrogatori del giugno 2010 avevano ammesso di aver dichiarato il falso ai carabinieri nel 2008, sono state condannate perché avevano consegnato agli acquirenti salumi e formaggi di marca scaduti prelevandoli dalla confezione originale e ponendoli nuovamente in vendita senza indicare la data di scadenza ormai passata. Inoltre avevano posto in vendita prodotti diversi da quelli pubblicizzati nelle locandine. Assoluzione per non aver commesso il fatto da queste stesse accuse per ALTRI IMPUTATI. Come si legge nella sentenza: "le imputate …….. collaboravano a pieno titolo e anche di buon grado alla criminosa attività concernente il reimpacchettamento di prodotti scaduti e/o di imminente scadenza i quali, quantunque a monte già frazionati e preconfezionati dal fornitore in singole porzioni recanti l'indicazione della data di scadenza, venivano privati della confezione originaria e riconfezionati indicando soltanto la data del reincarto ed eliminando ogni riferimento alla fonte di provenienza originaria; così che i clienti potessero credere, diversamente dal vero, che si trattasse di alimenti freschi come tali acquistati all'ingresso nel supermercato e ivi frazionati e incartati per la prima volta".
LE ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI - Confconsumatori e Movimento difesa del cittadino, sedi di Grosseto, DIFESI DALL'Avv. Elisabetta Luzzetti e dell'Avv. Roberto Vannetti, preso atto della gravità delle accuse e della plurioffensività delle condotte contestate, commesse in danno di una generalità indeterminata di consumatori/clienti del supermercato, hanno chiesto ed ottenuto di costituirsi parte civile in rappresentanza dei diritti e degli interessi diffusi delle generalità dei consumatori grossetani. Non solo il Tribunale ha ammesso la costituzione in giudizio ma ha anche condannato gli imputati, ritenuti colpevoli, al risarcimento dei danni in favore delle associazioni in quanto le condotte ascritte andavano e vanno a ledere gli interessi e diritti di quella "comunità" di cittadini (ovvero consumatori) che le associazioni hanno il compito statutario di difendere e tutelare, anche secondo il codice del consumo.
Pertanto, sia pure simbolicamente, gli imputati sono stati condannati al risarcimento di euro 1.000,00 per ogni associazione, oltre alla refusione delle spese del giudizio, per i danni arrecati.

 
 


Farmaci contraffatti venduti online: servono misure efficaci


Milano, 18 febbraio 2011 - Le Associazioni di tutela dei consumatori Confconsumatori,Adiconsum, Assoutenti, Cittadinanzattiva, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori esprimono grande soddisfazione per l'importante operazione dei carabinieri del NAS di Milano contro l'illegale vendita di farmaci on line. Il sequestro di 350.000 compresse, 400 confezioni e 200 flaconi, anche con sostanze ad azione dopante, ha squarciato il velo sul fenomeno della contraffazione dei medicinali che sta preoccupando, sempre di più, i consumatori. Le Associazioni segnalano l'urgenza dell'attivazione di misure efficaci per bloccare l'immissione in commercio di farmaci contraffatti, spesso anche dannosi per la salute pubblica, chiedono norme certe e semplici strumenti di controllo che consentano al consumatore stesso di verificare l'autenticità dei medicinali acquistati. Le Associazioni sottolineano che il Parlamento Europeo ha già avvertito tale urgenza e , proprio ieri (16 febbraio 2011) ha approvato una direttiva contro i medicinali falsificati che introduce anche nuovi dispositivi di sicurezza e misure di tracciabilità.

 
 


Commerciavano suini malati: Confconsumatori si costituisce parte civile


Napoli, 3 dicembre 2010 - Confconsumatori Napoli è stata riconosciuta parte civile dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere in un procedimento sulla macellazione di suini destinato all'abbattimento. Si tratta di un processo pendente di particolare gravità, che riguarda 24 imputati, coinvolti in una vera e propria associazione a delinquere. Giovanni Avverso, Domenico Avverso e altri avevano infatti promosso, costituito e organizzato un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di svariati reati atti al commercio di suini affetti da malattia vescicolare suina che attraverso una serie di società italiane e spagnole venivano importati, trasportati e distribuiti sul territorio nazionale realizzando nel contempo, attraverso delle società "cartiere", cospicue evasioni dell' iva. Detta organizzazione, con l'ausilio anche di medici veterinari dell'Asl, falsificava i documenti identificativi dei suini importati (certificato sanitario, certificato d'accompagnamento, CMR, tabelle di marcia) e i marchi auricolari che risultavano contraffatti in modo da nascondere il fatto che detti animali erano affetti da MVS (malattia vescicolare del suino). Detti animali, secondo la normativa sanitaria comunitaria, erano da abbattere e da distruggere seguendo dei rigorosi disciplinari volti ad evitare il contagio ad altri allevamenti. L'associazione a delinquere, così costituita, immetteva sul mercato degli animali privi di valore commerciale che venivano commercializzati ad un prezzo pari o inferiore a quello di acquisto anche attraverso il meccanismo delle società "cartiere".
Il Tribunale di S. M. Capua Vetere ha riconosciuto Confconsumatori come portatrice dell'interesse collettivo alla tutela della salute e alla sicurezza alimentare. Tale risultato è stato possibile grazie all'attività dell'avvocato Luca Panzeri che da diversi anni è in prima linea nel combattere le contraffazioni alimentari e a garantire la tutela del diritto alla salute e della sicurezza alimentare e dall'avvocato Giampiero D'Alessandro della Confconsumatori di Napoli responsabile per la Regione Campania della tutela della sicurezza alimentare per la Confconsumatori. L'avvocato D'Alessandro ha dichiarato: "finalmente la nostra Associazione è stata riconosciuta in Campania quale portatrice dei diritti dei consumatori nel delicato settore della sicurezza e delle frodi alimentari che purtroppo ha visto la nostra Regione fra le più esposte a tali tipi di reato anche a seguito della presenza di organizzazioni camorristiche presenti sul territorio, che hanno trovato nella distribuzione di beni alimentari il campo elettivo per i loro traffici illeciti. La Confconsumatori si è attivata anche per altri preoccupanti episodi riguardanti la contraffazione di prodotti alimentari tipici campani quale la mozzarella di bufala".

 
 


Contro le scorie nucleari in Valdinievole


Montecatini Terme, 27 novembre 2010 - Anche Confconsumatori Pistoia prende posizione contro le ventilate ipotesi di realizzazione in Valdinievole di siti di deposito di scorie nucleari.
Dopo che la notizia è rimbalzata da Il Sole 24 Ore fino ai quotidiani locali, dopo le prese di posizioni contro il progetto giunte dai comuni interessati (Larciano, Lamporecchio in particolare), dopo le annunciate interrogazioni in Regione, c'è preoccupazione anche nel mondo delle associazioni. "Da sempre sosteniamo con forza la necessità di puntare su di un sistema di produzione dell'energia basato sulle fonti rinnovabili (solare, eolico, geotermico) e quindi siamo stati sempre contrari all'energia nucleare" afferma il vice presidente provinciale Luigi Pieretti. "Non a caso abbiamo attivato da tempo, specifici servizi per informare i cittadini sulla economicità delle energie alternative, in particolare su quella da fotovoltaico". Uno dei motivi è proprio la pericolosità delle scorie nucleari che per la loro radioattività possono costituire un gravissimo pericolo per la salute pubblica. "Il Governo e nessun altro creda di poter imporre ai cittadini la realizzazione di un simile impianto - continua Pieretti - che rovinerebbe per sempre il territorio della Valdinievole. Per questo appoggeremo ogni iniziativa che contrasti qualunque progetto di deposito di rifiuti così pericolosi"

 
 



Risonanze magnetiche, la risposta della ASL 9 è tardiva e non veritiera. Sulla sanità le istituzioni devono dialogare con i cittadini


Grosseto, 20.08.2010 - Abbiamo appreso dall'articolo apparso il 19.8.2010 che almeno in parte le sollecitazioni della Confconsumatori forse saranno accolte per il mese di settembre prossimo. Infatti c'era bisogno di far uscire allo scoperto l'azienda affinché i macchinari venissero utilizzati anche nelle ore serali. Questa è stata la promessa dell'azienda per il prossimo settembre. La Confconsumatori vigilerà sul rispetto dell'impegno pubblico.
Purtroppo l'azienda non ha detto la VERITA' sulla risonanza fissata dopo 9 mesi, non si tratta di risonanza encefalica bensì di una "banale" risonanza magnetica al rachide lombo sacrale. L'azienda inoltre nulla dice, come se i 4 mesi fossero tollerabili, circa il cittadino che si è visto fissare appunto dopo 4 mesi una colonscopia. Pensiamo che veramente il problema delle liste di attesa sia complesso ma vada affrontato con razionalità, efficienza ed organizzazione sentendo in primo luogo quelli che sono i bisogni dei cittadini. Ora, non riteniamo accettabili tempi di 4 mesi per una colonscopia e 9 mesi per la rmn al rachide cervicale, su questo l'azienda glissa in maniera poco responsabile promettendo per settembre di fare di meglio. Senza spiegare perché non si è fatto di meglio dal settembre scorso o dall'anno precedente.. Crediamo che sulla sanità grossetana occorre un confronto aperto tra le istituzioni, Asl 9, Regione e Comuni con le associazioni di tutela degli utenti, per evitare di investire risorse nella costruzioni di immobili quando poi l'offerta delle risonanze ad esempio (solo 3 apparecchi per tutta la provincia, come da comunicato dell'azienda del 18 c.m.) appare insufficiente e costringe i malcapitati utenti ad attendere 4 o 9 mesi. L'Azienda si deve render conto che troppi grossetani si rivolgo fuori provincia per prestazioni sanitarie, come dimostrato dal bilancio della stessa azienda, e che questo è indice di una qualità non percepita da parte degli utenti. Anziché investire sugli immobili riteniamo che le istituzioni dovrebbero ragionare sul miglioramento e potenziamento dei servizi ospedalieri, incrementando personale, strutture, apparecchiature, puntare al rafforzamento delle guardie mediche turistiche (sprovviste anche di garze talvolta) per evitare di accentrare tutto sul pronto soccorso ospedaliero. Il tutto per evitare di costruire "caserme" che poi restano vuote.
Chiediamo in sostanza che le istituzioni sanitarie (tutte) cambino registro ed anziché essere autoreferenziali sulle scelte si confrontino fattivamente con gli utenti grossetani, così da migliorare i servizi e far percepire un servizio qualitativo.
Il Presidente, Marco Festelli

 
 



Prenotazioni esami medici, tempi inaccettabili da parte dell'Asl 9


Grosseto, 17.8.2010 - La Confconsumatori ha ricevuto diverse segnalazioni su tempi biblici per l'effettuazioni di prestazioni sanitarie da parte delle strutture pubbliche locali. In due casi i cittadini hanno comprovato documentalmente che per un esame fondamentale come la colonscopia, richiesto nel mese di luglio scorso, occorre attendere oltre 4 mesi; addirittura in un altro caso, per una risonanza magnetica, sempre chiesta nel mese di luglio occorre attendere ben 9 mesi (appuntamento per l'aprile 2011). Abbiamo appurato che pur scegliendo di effettuare gli esami in strutture sanitarie diverse dal capoluogo, tipo Orbetello, i malcapitati pazienti avrebbero risparmiato al massimo una decina di giorni. Simili situazioni sono assolutamente inaccettabili per qualsiasi struttura pubblica. L'articolo 2 del codice del consumo sancisce come diritti garantiti ed inviolabili dei consumatori, tra gli altri, la tutela della salute e l'erogazione di servizi pubblici di qualità ed efficienza. Detto questo appare innegabile come far attendere 4 o 9 mesi per esami medici sia una tempistica che non risponde a nessun criterio di qualità e di efficienza e rischia di compromettere (con il ritardo nella diagnosi di patologie) anche la salute dei cittadini.
In questa situazione la Confconsumatori chiede pubblicamente all'azienda di aprire un confronto trasparente con le associazioni dei consumatori rappresentative dei diritti ed gli interessi diffusi e collettivi degli utenti del servizio sanitario, sulla qualità ed efficienza dei servizi offerti, sui motivi di tempi di attesa non accettabili nonché sulla metodologia organizzativa dell'azienda stessa, nonché consentire alle associazioni, quindi ai cittadini stessi, di poter vigilare sulla qualità e l'efficienza dei servizi erogati. Si ricorda infatti che la violazione dei diritti dei consumatori, sancita dall'articolo 2 del codice del consumo, è sanzionabile con l'azione inibitoria prevista dall'articolo 140 della stessa legge, attivabile dalle associazioni dei consumatori maggiormente rappresentative dei consumatori e degli utenti.
A questo punto attendiamo una seria ed oggettiva presa di posizione da parte dell'Azienda.
Il Presidente, Marco Festelli

 
 



Farmaci. No allo svuotamento della liberalizzazione! Il ministro Scajola tenga fede alle sue promesse pubbliche di impedire ogni marcia indietro


"La liberalizzazione della distribuzione dei farmaci rischia di fare un passo indietro, penalizzando i consumatori e cancellando gli effetti positivi anche in termini di occupazione di giovani farmacisti". Questo il commento di alcune associazioni consumatori che si dicono estremamente preoccupate per lo svuotamento della riforma Bersani sulle farmacie, ad opera di varie proposte legislative della maggioranza. Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Confconsumatori e Assoutenti denunciano il tentativo in atto di ripristinare la posizione esclusiva e corporativa delle farmacie, ad opera soprattutto del ddl Gasparri-Tomassini, che è all'esame della Commissione Salute del Senato. Obiettivo essenziale di questa proposta è la restaurazione dell'assetto precedente alla cosiddetta liberalizzazione Bersani varata nel luglio 2006."Il ministro Scajola assicurò alle associazioni dei consumatori, in occasione di una riunione del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti (CNCU), che non condivideva i contenuti e le finalità del DDL Gasparri-Tomassini e che si sarebbe opposto fermamente alla sua approvazione. Chiediamo al ministro di essere coerente con le posizioni espresse in quella occasione".